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IL PRIMO VIAGGIO DI MAJA: L'EREMO DI SAN BARTOLOMEO

Un saluto a tutti i lettori del nostro Blog! Nei precedenti articoli ho spiegato perché il blog si chiama “l’Aquila della Majella” e da dove deriva il nome Maja. Quello che non vi ho detto è che la nostra aquila per ora è solo un aquilotto, alle prese con le sue prime lezioni di volo. In questo articolo, parleremo del suo primo volo sul Vallone dello Spirito, dove si cela una delle meraviglie del Parco della Majella: l’Eremo di San Bartolomeo in Legio.



La nostra aquila Maja, ora che riesce a padroneggiare abbastanza l’arte del volo, decide di esplorare l’area circostante l’agriturismo. Partendo dal Borgo San Martino, sorvola il paesino di

Roccamorice e dopo aver contemplato il paesaggio e respirato l’atmosfera speciale, sostando qualche momento appollaiata sui tetti, prosegue alla scoperta di luoghi più mistici e silenziosi, immersi nella natura.


Durante il suo volo, la nostra aquila Maja avvista delle persone che percorrono un piccolo sentiero. Incuriosita, decide di seguirle per esplorare luoghi a lei sconosciuti.
La prima parte del percorso intrapreso dal gruppo si svolge all’ombra di splendidi alberi. Superato un bivio, la vegetazione diventa ricca di felci. Un percorso dall’aria variopinta, grazie alla miriade di farfalle che popolano quest’area. Inebriata dalla fragranza dei fiori e dell’origano selvatico, e accompagnata dal melodioso canto degli uccelli e delle cicale, allietata dalla dolce brezza che fa ondeggiare i fiori di ginestra che riempiono i campi, Maja non riesce a fare a meno di crogiolarsi nella pace e nel silenzio che avvolge questo posto. Visitando questi luoghi, comprendiamo meglio come gli autori di favole siano riusciti ad ispirarsi ai regni abitati da fate e da altre creature silvestri.
Appena riemersa dal fitto “bosco di felci”, il suo sguardo incontra un altro paesaggio spettacolare: da un lato i monti Rapina e Pesco Falcone, con un boschetto che sovrasta il Guado di Sant’Antonio, anche noto come l’Occhio dell’Indiano per la sua forma, che osserva e controlla che la natura non venga disturbata troppo, dall’altro il Vallone dello Spirito, nel quale scorre il torrente Capo La Vena. La nostra aquila non può fare a meno di indugiare su questa vista mozzafiato per godersi lo spettacolo.


Proseguendo lungo il percorso, i posti affascinanti non sono finiti. Il sentiero si inoltra in una piccola galleria scavata nella roccia che termina su un piccolo spiazzo, dietro il quale si erge una parete, la facciata dell’Eremo di San Bartolomeo. È incredibile pensare che quasi un millennio fa, ma probabilmente sin dall’età della pietra, degli uomini abbiano abitato questi luoghi. E se si pensa che vi costruirono addirittura un eremo, la cosa lascia davvero senza parole. Anche perché, ad abitare questo luogo, furono uomini che rimasero a lungo isolati dalla civiltà, raccolti in meditazione e preghiera.


Maja era abituata a vedere gli abitanti dei paesi, con certe comodità e non immaginava vi potessero essere uomini in grado di vivere per lunghi periodi lontano dalla civiltà, ma grazie alla meraviglia, alla pace e al silenzio di questi luoghi, non stupisce che alcuni abbiano voluto abitarvi per respirare un’atmosfera lontana da rumori e distrazioni.
Al termine della sua esplorazione all’interno dell’eremo e dopo essersi dissetata con le fresche acque della Sorgente del Catenaccio, la nostra amica aquila se ne torna tranquilla al Borgo San Martino, soddisfatta delle sue scoperte e sempre più affascinata da questo territorio denominato Parco della Majella.

Spero vi sia piaciuta la descrizione dell’ambiente in cui si trova questo bellissimo eremo. La nostra Maja, essendo un uccello, ha preferito concentrarsi sul paesaggio e sulla natura che circonda questo luogo. Se siete curiosi e volete maggiori informazioni sull’eremo e sulla sua storia, visitate la pagina del nostro sito che gli abbiamo dedicato: Eremo di San Bartolomeo in Legio.

Vi ringrazio per aver letto questo articolo e spero che vi uniate anche voi al viaggio di Maja, l’Aquila della Majella, alla scoperta di questi luoghi magnifici e del suo ambiente. Vi ricordo che nel prossimo articolo, come scoprirete ben presto, non parleremo solo di territorio, ma anche di benessere e altri argomenti.


Graziano,
collaboratore dell’agriturismo Il Portone, Borgo San Martino

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Agriturismo il Portone Borgo San Martino

Agriturismo

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Le camere dell'Agriturismo il Portone Borgo San Martino

Camere

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La sala ristoro dell'Agriturismo il Portone Borgo San Martino

Ristoro

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